Radio e Teatro

   

 

Radio

 

  Dal 2003 è autore e conduttore radiofonico. 

  1. Per Radio2RAI ha scritto e condotto, per la regia di Maria Serena Tait, tre serie di programmi di 13 puntate, della durata di 15 minuti l’una:

 a.    Fisiognomica e letteratura, in onda dal 2 gennaio al 26 marzo 2004, sul tema: dai capelli ai piedi, il corpo umano secondo gli scrittori e i poeti.

 b.   L’umorismo è servito! in onda dal 7 ottobre al 30 dicembre 2005, ha analizzato le differenti sfaccettature e tematiche dello humour. (La serie è stata riproposta dalla stessa emittente nel trimestre gennaio-marzo 2013).

 c.La parola fantastica, in onda dal 4 aprile al 27 giugno 2008, sulla letteratura fantastica di ieri e di oggi.

    2. E’ stato ospite, tra il 2004 e il 2006, di numerose puntate de “Il caffè letterario”, rubrica trasmessa nel programma settimanale “Incontri”, in onda sul circuito nazionale InBlu, che conta circa 200 emittenti radio  e sul circuito internazionale BluSat, per oltre 40 emittenti di lingua italiana all’estero.

  3.  Dal 2008 è ospite, per alcune puntate all'anno, della trasmissione culturale “Disordine sparso”, curata da Federico Pinaffo e in onda settimanalmente il martedì dalle 15.50 alle 17.20 su “Radio Cooperativa” di Padova (Mhz 92,700; a diffusione regionale veneta e in parte della provincia di Pordenone). Tra le trasmissioni più recenti, quelle sulle lettere inedite dal fronte di Giuseppe Ungaretti a Mario Puccini e sul centesimo anniversario della pubblicazione de "Il porto sepolto" (dicembre 2016), le commemorazioni del decimo della scomparsa di Luigi Meneghello (giugno '17) e del cinquantesimo di Camillo Sbarbaro (autunno '17) e la presentazione di un libro di Pier Paolo Pasolini, insospettabile viaggiatore nell'Italia turistica dell'estate del 1959 (luglio' 17).

   Per ascoltare queste trasmissioni - oggi disponibili su podcast - si deve: 1. andare sul sito www.radiocooperativa.org 2. quindi cliccare su Archivio, 3. poi su Disordine sparso, 4. a questo punto si clicca su Snoopy, 5. e si apre una finestra con le trasmissioni più recenti (quelle precedenti sono rintracciabili  cliccando sui numeri in basso). 

 

 
Teatro  

 

E' ora disponibile su Internet il nuovo testo teatrale Come disse il gatto al sorcio (Godi, bello, finché dormo) all'indirizzo: https://it.scribd.com/doc/261172430/Come-Disse-Il-Gatto-Al-Sorcio-Enrico-Grandesso

 

Vozi dal mar e dala tera
(debutto a Rovereto, 27 luglio 2001)


    Le Vozi dal mar e dala tera, che hanno debuttato nel festival “Rovereto Venexiana” del 2001, percorrono un viaggio attraverso la letteratura veneta –e, nel secondo tempo, anche friulana – dal Duecento ai giorni nostri. Messe in scena da Pino Costalunga, che ne è anche interprete, accompagnato alle fisarmoniche da Sergio Marchesini e Marco Toffanin (in seguito Giorgio Gobbo) della "Piccola Bottega Baltazar", le Vozi sono state rappresentate dal 2001 al 2015, in decine di  sedi venete, trentine e friulane; nonché all’ ”Associazione Veneti di Roma”, che ha sede in Palazzo Pallavicini-Rospigliosi, sul Colle del Quirinale, il 19 dicembre 2003 e in Messico, nel 2005. 


  “Uno spettacolo interessante e stimolante, appassionato e coinvolgente…che non ha mancato di raggiungere lo scopo che si proponeva: porsi, attraverso le voci dei poeti e narratori di un millennio, come momento di riflessione per i veneti di oggi, spesso distratti”.

Giovanni Lugaresi, “Il Gazzettino”, 10.02.02
(recensione alla prima regionale veneta, a San Giorgio delle Pertiche)


 
  “Ruzante e Folengo sono vecchi cavalli di battaglia di Costalunga, sempre resi con splendida intensità: belle sorprese vengono invece da originali riletture, come la Cantilena londinese di Zanzotto, ritmata, suonata, poi alla fine proprio cantata, erotica e dolce, ottima chiusa di uno spettacolo che non si dimentica... pienamente riuscito, a giudicare dall’entusiasmo del pubblico quanto dalla velocità con cui le due ore volano: quando più di trenta brani, spesso non in lingua, si fanno ascoltare con così vivo piacere anche da chi non è uso ai dialetti, è segno che si è, si scusi il bisticcio, colpito nel segno”.  

Jacopo Bulgarini d’Elci, “Il Giornale di Vicenza”, 08.05.02
 

   “Si può riuscire a trasformare il vecchio, tradizionale recital poetico (rito culturale per pochi spettatori, complici, compassati e a volte anche un po’ sussiegosi) in uno spettacolo che, pur mantenendosi su un piano colto sia comunque capace di coinvolgere intensamente un pubblico più vasto e differenziato? Ci si può riuscire, a patto di farsi guidare nella scelta dei testi da un’idea forte e geniale e di poter poi contare su una grande voce recitante che a quei testi sappia davvero dare carne e anima. Ci sono riusciti egregiamente Enrico Grandesso, critico letterario di vaglia, e Pino Costalunga, attore di limpidissima vena narrativa. Grandesso, muovendo dall’esigenza di una riflessione sul Veneto d’oggi e perciò di un confronto con la cultura e la storia veneta della prima metà del Novecento e dei secoli passati, ha operato un’attenta selezione di brani (di poesia, di prosa, di teatro) della letteratura veneta, che spazia dalle origini ai nostri giorni; Costalunga utilizzando al meglio le sue straordinarie doti di interprete sensibile, versatile e di rara potenza espressiva, si è messo completamente al servizio dei testi…assecondato dalle fisarmoniche di Toffanin e di Marchesini, Costalunga tiene magistralmente la scena da solo per ben due ore”.

Giuseppe Colangelo, “L’Adige” e “Il Mattino di Bolzano”, 24.07.02


Tlaxcala, 03 de Diciembre de 2005
   
 Boletín de Prensa: 121205
 La ciudad de Vicenza Italia, la ciudad de Huamantla y la Societa’ DanteAlighieri de Tlaxcala. Presentan el espectáculo Vicenza-Music-Fest el día 12 de diciembre a las 17.30 hrs. en la Ciudad de HuamantlaAuditorio Cancha 13. Con la participación del “Coro G.E.V.” de Vicenza Italia, la compañía teatral “Glossateatro” de Vicenza Italia y el grupomusical la “Piccola bottega Baltasar” de Padova Italia.... La gira tocará distintas ciudades mexicanas y en cada una se demostró elinterés de un conocimiento cultural de una típica Región italiana: el Veneto; tierra de donde llegaron los emigrantes italianos hace 123 añoshoy ciudadanos mexicanos en Chipilo. La gira llegará al DF, Puebla, Chipilo, Huamantla, Xalapa, Veracruz y Córdoba; casi el recorrido, ensentido contrario, de aquellos emigrantes hace 123 años.
 
b) VOCES DEL MAR Y LA TIERRA
Poesías de la cultura del Estado Veneto de Italia escogidas por el Maestro Enrico Grandesso yrecitadas por el Sr. Pino Costalunga acompañado por los músicos a los acordeones Marco Toffanin y Sergio Marchesini.
 
Dr. Salvatore Falco
Presidente
Societa' Dante Alighieri
Comitato di Tlaxcala - Messico
www.dantealighieri.net/tlaxcala

 

radio e teatro 1   radio e teatro 2


Come el vento ne la laguna
(debutto a Rovereto, 26 luglio 2002)


  Come el vento ne la laguna è nato come un approfondimento del secondo tempo  delle Vozi; medesimi regista e interpreti. Ha avuto alcune rappresentazioni in Veneto e in Trentino tra il 2002 e il 2006.
 

  "La colonna sonora del Veneto non è solo il frastuono delle fabbriche, il ronzio dei computer, il rumore del traffico, il fruscio del denaro che si accumula nelle banche. In sottofondo si avverte ancora, se ci si dedica un po’ di attenzione, un silenzio evocativo, il mormorio narrante della Storia, canti di popolo e voci di poeti, che parlano direttamente al cuore. Ma per captarli ci vogliono infinita disponibilità e pazienza, perché tutto congiura per coprire suoni ed espressioni dissonanti. Ecco perché è prezioso il lavorio che il critico letterario Enrico Grandesso e l’attore e regista Pino Costalunga hanno avviato prima con “Vozi dal mar e dala tera”, e ora con “Come el vento ne la laguna”, recital presentato in anteprima assoluta per il Veneto l’altra sera nella salapolivalente di Arsego di San Giorgio delle Pertiche, in provincia di Padova.
  A raccontare “storie e paesaggi del Novecento veneto” sono i sei poeti Berto Barbarani, Bino Rebellato (a cui è stata dedicata la serata), Andrea Zanzotto, Mario Stefani, Giacomo Noventa ed Enzo Demattè, fra le cui opere Grandesso ha scelto versi che parlano di natura e di amore, di fatica e di emigrazione, di vita e di morte. A dare loro voce – ma anche musica, colore, sentimento – è invece Pino Costalunga, bravissimo nel rendere con la parola, il gesto, un ammiccamento, la vitalità di un intero popolo, la dolorosa nostalgia di un gruppo di emigranti, la rabbia e lo struggimento dell’individuo che vede sparire il suo mondo….
  Finisce, tra gli applausi, con un paio di bis: la popolare storiella del contadino ladruncolo con la carriola cigolante, e la dura maledizione di Noventa da “Soldi”: «I vostri fioi gavarà el vostro destin». Forse è per paura di quel passato che siamo cambiati tanto? E ne valeva la pena?

Sergio Frigo (da “Il Gazzettino”, 17.04.04)

 


DAL RADIODRAMMA  AL TESTO  ALLA SCENA


Chicaribo rente Brusaporco


  Testo teatrale composto più di recente, Chicaribo rente Brusaporco è ispirato dall’opera del poeta Ernesto Calzavara (Treviso, 1907-2000).

  Il testo è andato in onda, in forma di radiodramma, con regia di Federico Pinaffo sulle frequenze della padovana Radio Cooperativa, in due puntate speciali della trasmissione "Disordine sparso", nei martedì 15 e il 22 marzo 2011, dalle ore 15.50 alle ore 17,20.

 Qui di seguito le due puntate del radiodramma.

 

Se non si visualizza correttamente cliccare qui

 Se non si visualizza correttamente cliccare qui

  Chicaribo rente Brusaporco è quindi uscito in volume nel luglio 2011, pubblicato (purtroppo) dalle Edizioni Damocle, ed è stato presentato in prima nazionale alla rassegna del libro di  Castelbrando (Cison di Valmarino, TV) il 13 agosto 2011. Altre presentazioni: a Villa Settembrini a Mestre, in una rassegna organizzata dalla Regione del Veneto, il 20 settembre 2011; alla rassegna nazionale della piccola editoria di Susegana, (2 ottobre 2011); al festival internazionale "Flussidiversi. Poesia e Poeti di Alpe Adria" (Caorle, 3 giugno 2012) e a Piazzola sul Brenta (26 ottobre 2012).


Ecco alcuni commenti usciti sulla stampa.


  "L’opera mette in scena, cucendo insieme le poesie di Calzavara con una ricca e variegata colonna sonora e un testo originale, un serrato confronto tra quattro personaggi del Veneto d’oggi … sullo sfondo i temi della ricchezza, dell’identità, dell’immigrazione e il terrore della morte."

Sergio Frigo, “Il Gazzettino”, 13.08.11;


  "Grandesso, che frequenta il teatro, ha avuto l’idea geniale di costruire attorno alle poesie una storia che, nata come radiodramma, calza a pennello … nell’opera i personaggi sembrano usciti direttamente dalla penna di Calzavara. Il merito è ovviamente dello sguardo dell’autore di questo libro, godibilissimo: saper guardare con gli occhi del critico all’opera di un maestro come il Calzavara e con gli occhi di uno scrittore a una terra, il Veneto, e ai suoi abitanti."

Barbara Codogno, “Il Mattino di Padova”, “La Tribuna di Treviso”, “La Nuova Venezia”, 22.09.11;


  "Ne esce una pièce di vivace umanità travolta dal progresso, attraversata dai contrasti e dalle contraddizioni della modernità produttivista e avvelenata da inquinamento ambientale e morale … dal canto suo, l'autore di questo lavorato esperimento di moderno teatro veneto di tradizione, rivela che la sua rilettura di Calzavara gli ha aperto "un terreno magmatico, fertilissimo, ora piano ora acuminato, sempre vitale, attraente”.

Claudio Toscani, “Avvenire”, 25.11.11.

chicaribo1    chicaribo2

 

Schei, tera e memoria

(debutto a Vicenza il 30 giugno 2012)


  Da Chicaribo rente Brusaporco è nato lo spettacolo teatrale Schei, tera e memoria che, con la regia di Giovanni Florio e la consulenza di Piergiorgio Piccoli, è stato messo in scena dal Cantiere Teatrale Nautilus di Vicenza. Interpreti: Matteo Zandonà, Renato Poli, Luca Iseppi, Daniele Berardi, Christian Nicoluzzi. Voce fuori campo: Nicola Brugnolo.
   Prima nazionale a Vicenza, nei giardini dello Spazio Teatro Bixio, il 30 giugno 2012 - presenti i familiari del poeta, Marco Calzavara e Pervinca Rizzo Calzavara. Una serie di repliche si è svolta con successo da allora in poi: tra le altre, a Thiene (dicembre '12), e nel 2013 a Quero (febbraio), a Camposampiero (21 giugno, per l'inaugurazione della rassegna culturale estiva della città, nella storica Villa Campello), a Enego (27 luglio) e alla Sala Alta Forum di Campodarsego (15 dicembre, nell'evento natalizio offerto dalla Banca padovana di credito cooperativo ai soci e ai loro familiari; questa rappresentazione ha avuto circa 600 spettatori).

    Ecco una sintesi della recensione uscita sul "Giornale di Vicenza" il 2 luglio 2012; seguono alcune foto dello spettacolo, altre recensioni delle "Vozi" e di "Chicaribo" e l'intervista a tutta pagina di Francesco Cassandro con Enrico Grandesso uscita nel novembre 2012, sul mensile “Il Camposampierese”.

  "Allo Spazio Bixio anche d'estate, per fuggire dall'afa opprimente dei luoghi chiusi, senza perdere la buona abitudine di una sera a teatro. Il cortile della scuola materna sul retro di via Mameli si presta come platea. Un palco, due riflettori e un set di microfoni fanno il resto. Piergiorgio Piccoli, a nome di Theama Teatro, presenta la nuova arena estiva, saluta il folto pubblico e introduce lo spettacolo che apre la minirassegna intitolata “Via Bixio 4 – Teatro anche d'estate”.
  L'onore tocca a un testo che Enrico Grandesso ha scritto ispirandosi all'opera del poeta Ernesto Calzavara...
  Il titolo - “Schei, tera e memoria” - annuncia senza possibilità di equivoco l'argomento di cui si parla: il Veneto e i veneti, la storia recente di una terra e di un popolo colpiti da improvvisa ricchezza dopo secoli di stenti e che adesso si trovano di fronte a un tipo di difficoltà diversa, stavolta non legata al bisogno ma più umana, intima, quasi sentimentale.
  Nella sala d'attesa di un ospedale si incontrano quattro tipici rappresentanti di questa fauna, i cui nomi descrivono emblematicamente i diversi caratteri: Schei Ziocan è un piccolo imprenditore arricchito in fretta, che percepisce in modo subliminale il vuoto della sua vita e che reagisce aggredendo il prossimo con stupida arroganza; Bepi Memoria è un vecchio contadino non completamente inurbato che per tirare avanti si aggrappa ai ricordi; Franco Del Cuore è un lavoratore che si era illuso di aver trovato nel deserto della vita un'oasi di pace e che un lutto improvviso ha gettato nella disperazione. Infine Distinto Professionale è un giovane tecnocrate iperefficiente che parla come un robot e, come un robot, dentro la testa ha solo numeri e frasi fatte.
  Nessuno di loro sta bene e gli annunci che arrivano dall'altoparlante dell'ambulatorio suonano come i rintocchi di una campana a morto. Fuori campo, si sente un'altra voce – questa è dolce e suadente - che declama le strofe con cui Calzavara descriveva i suoi conterranei (“I roba la roba, i la mura inte i muri”).
  Sono versi che lanciano uno sguardo tenero ma severo su un popolo inquieto, mai contento, sempre in fuga da qualcosa e in cerca di qualcos'altro. Tutto questo agitarsi dovrà pur finire, ammonisce il poeta. C'è un treno, là in fondo, sul quale dovremo salire. Conviene fermarsi un po' a riflettere, capire cosa conta davvero e scegliere...
  La regia di Florio è di stampo classico, tutta imperniata sul lavoro degli attori (Daniele Berardi, Matteo Zandonà, Christian Nicoluzzi, Luca Iseppi, Renato Poli) i quali rispondono alla chiamata con il dovuto impegno e si meritano alla fine gli applausi del pubblico, da dividere con l'autore Enrico Grandesso, presente alla recita."

Lino Zonin, “Il Giornale di Vicenza”, 2 Luglio 2012

schei 1     schei 2

schei ziocan     schei 4

 

Vozi dal Mar e dala Tera

Chicaribo Rente Brusaporco

Schei Tera e Memoria

Copyright© Enrico Grandesso. Tutti i diritti riservati.

 

Enricograndesso.it utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. Se vuoi saperne di piu' o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie CLICCA QUI