Libri

Priorato di S. Egidio, 6 marzo 1991

Grazie, caro amico… del "Clemente Rebora": una presenza che mi porto dentro. Cercherò, per quanto mi sarà possibile, di leggere con amore e di fare frutto. Con tutta l'amicizia,

   David Maria Turoldo (lettera autografa)

“Recentemente sono apparsi gli atti  di un convegno di studio dedicati alla poesia e alla testimonianza di p. Turoldo, organizzato dal comune di Camposampiero (PD). Il volume è significativo perché molte voci della cultura italiana (Volpini, Erba, Cristini, Ulivi, Rigoni Stern...) delineano un profilo di grande finezza dell’itinerario umano e spirituale di un personaggio che ha attraversato il cuore del Novecento italiano lasciando una traccia ancor feconda e viva.

   Gianfranco Ravasi, “Letture”XLIL, 4, aprile 1994

 "..gli atti del convegno promosso nell'ottobre 1991 a Rovereto, comprendenti ventinove interventi, aperti da Carlo Bo e conclusi da Carlo Carena, su una delle più alte figure poetiche del Novecento. Fra gli interventi da notare quelli di Oreste Macrì (da un amplissimo studio in via di completamento), di Fernando Bandini (sul primo e l'ultimo Rebora), di Margherita Marchione (sui rapporti tra Rebora e Prezzolini), di Enrico Grandesso (Rebora e Eliot) .

   Mario Picchi, "L'Espresso", 11.03.94

Oggi questo volume, nella prospettiva e nella larghezza degli studi, può confermare la riacquisizione di Rebora nella centralità delle ragioni culturali ed espressive del Novecento poetico".

   Stefano Crespi, "Il Sole 24 Ore", 16.10.94

"Col concerto delle sue voci, questo volume di atti reboriani ci ritorna così l'immagine mistica della peregrinatio…dal convegno roveretano è venuta l'immagine di un poeta non "dimezzato" ma profondamente fedele a se stesso".

   Fabio Finotti, "Lettere italiane", XLVI, 4, 1994

 “Così, mentre da più parti si è sottolineata l’esemplarità nascosta, la “pervasività carsica” del magistero reboriano nella tradizione letteraria italiana, l’ipotesi di una dimensione europea dell’opera di Clemente Rebora, accostata per affinità o contrasto a quella di T.S.Eliot o di G.M.Hopkins, ha rivelato con forza la propria fondatezza se, come ricordava Enrico Grandesso, citando Enzensberger, ciò che in fondo rende unitaria la poesia moderna è il configurarsi, nelle singole opere, di “una nuova coscienza comune”.

   Alessandra Mantovani, “Rivista di Letterature moderne e comparate”, XLVIII, 4, ott-dic ‘95

"Una raccolta di interventi ma sulle prose, finora mai analizzate sistematicamente. Dai primi saggi apparsi sulla Voce alle liriche di guerra, i commenti su Gogol' e su Rosmini. In appendice un interessante epistolario del poeta, in massima parte inedito".

   "La Repubblica", 11.10.99

 “Ma probabilmente la novità più squillante della nuova stagione reboriana consiste nella scoperta del prosatore, laddove fino a poco fa era quasi esclusiva l'attenzione al poeta. Le prose di Clemente Rebora, uscite ora per Marsilio...per cura di Gualtiero De Santi ed Enrico Grandesso, sono non soltanto una raccolta di studi di prim'ordine sulla varia testimonianza dello scrittore che comunicando a diverso livello con la pubblicistica, l'editoria, la vita del rapporto amicale e quella più riposta delle anime ha disegnato per noi il proprio profio, ma anche l'inizio di una serie di nuovi Quaderni reboriani.

   Franco Lanza, “L'Osservatore Romano”, 20.10.99  

 "Il saggio, molto accurato, sostenuto da un solido impianto critico e da un'esauriente documentazione, indaga un aspetto non secondario ma meno conosciuto dell'opera di Clemente Rebora".

   Fabio Simoncelli, "Poesia", aprile 2000

 “Il giovane Rebora, occupandosi di un tema (già trattato, tra gli altri, da Arturo Graf) quale quello della musica nello Zibaldone, si accorge che si tratta di una questione non già ancillare, bensì centrale all’interno del sistema del pensiero leopardiano. Il saggio di Rebora – come sostiene Grandesso nella presentazione del volume – appare così non solo come un testo importante nell’opera del suo autore, ma anche un lavoro utilissimo alla comprensione del poeta dell’infinito”.

   Leonardo Mancino, “Hortus”, lug-dic ‘02

“Enrico Grandesso, che qui rielabora la fortuna critica di Rebora tra il 1910 e il 1957, presenta una minuta revisione dell’opera omnia alla luce della percezione estetica, storica, letteraria e filosofico-culturale dei tempi...intelligente e perfetto per l’intarsio delle citazioni da articoli, saggi e monografie, il lavoro di Grandesso diventa una esemplare e musiva antologia della critica reboriana”

   Claudio Toscani, “Avvenire”, 17.09.05

 Pavia, 23.11.05

“Caro Grandesso,

il Suo volume su Rebora è di notevole importanza e Gliene sono grato.

Con i saluti più cordiali,

   suo Cesare Segre” (lettera con firma autografa)

 

Torino, 23 dicembre 2006

Caro Grandesso,

grazie, di cuore, del bel libro dedicato a Bino: così l’amico è ricomparso, dolce, affettuoso, fervido, con la sua luminosa e commossa poesia”.

   Giorgio Barberi Squarotti (lettera autografa)

 “Un tema a più voci che ha accompagnato l'uomo dai primordi della storia ai giorni nostri, coinvolgendo re e mercanti, guerrieri e missionari, esploratori e avventurieri, artisti e gente comune. A questo tema è dedicato il bel volume Storie e voci di viaggio dall'Ottocento ad oggi...è un libro a più voci, che raccoglie gli atti di due convegni svolti in Veneto, a Camposampiero (Padova) ma con la presenza di scrittori e studiosi di tutta Italia”

   Vita Trentina, 17.10.10                        

“In un'epoca in cui ci si muove o ci si sposta senza tregua che ne è dell'arte del viaggiare?”. Così inizia il primo intervento pubblicato su questo piccolo volume, che indaga i vari aspetti del viaggio attraverso la filosofia, la letteratura, la storia, la natura, ma anche il cinema e la musica”.

   “Meridiani Montagne”, novembre 2010

“Prima due convegni e ora un libro. Pubblicato dalle edizioni Egon di Rovereto, “La donna il lavoro il sogno” è a cura di Enrico Grandesso e di Carlo Toniato. L'universo femminile viene esplorato da molteplici punti di vista, cogliendo gli epocali mutamenti cha ha subito in questi anni...un mondo in vorticosa evoluzione, qui utilmente e sinteticamente fotografato”.

   Gianpaolo Romanato, “Corriere del Veneto”, 10.07.12

"Oggi  alle 18 alla libreria Ubik di Galleria Tergesteo, il critico Enzo Santese presenterà il libro di Enrico Grandesso "Nello specchio delle parole" (Marsilio Editore).  L'autore, padovano di nascita, è noto studioso di letterature comparate. Sulla base di approfondimenti e analisi condotte su diversi poeti e narratori italiani e inglesi, ha raccolto in un saggio di straordinaria lucidità d'analisi  e arguta capacità di confronto il senso di un viaggio fantastico attraverso i secoli della letteratura, dal Cinquecento ad oggi"

"Il Piccolo", 16.03.15, in occasione della prima presentazione nazionale del libro

 "Grandesso mostra di considerare l'esame della realtà letteraria come momento di confronto e di verifica anche della propria dimensione umana, cercando sempre di conciliare le ragioni critico-letterarie con quelle civili".

"Giuseppe Colangelo, "L'Adige", 17.03.15

"Un viaggio letterario che passa in rassegna un'ampia serie di autori, e che presenta diversi tipi di scrittura critica, quello di Grandesso, sorretto dalla convinzione che 'le parole, creative e critiche, siano specchio nel confronto con la propria epoca, la tradizione e il futuro' ". 

Gabriella Brugnara, "Il Corriere del Trentino", "Il Corriere dell'Alto Adige", 17.03.15

 "Il volume di critica letteraria, in genere, e comparata in particolare, dello studioso e docente Enrico Grandesso svela la medesima unitarietà di fondo, pur itinerando lungo un percorso saggistico di diversi secoli dell'immaginario letterario dal Cinquecento ad oggi. "Non un compendio, non una galleria, non un regesto", come introduce Gualtiero De Santi, ma plurime incursioni tra interdipendenze e raffronto. Cinque capitoli con interni punti di coagulo e di confluenza".

Claudio Toscani, "Avvenire", 03.04.15

 "Da Rebora agli autori veneti (Rebellato, Fogazzaro, Gozzi), dai maestri dimenticati del '900 (Montale) ai classici inglesi: quello di Grandesso è un viaggio letterario tra i secoli, che valorizza testi e autori significativi , e si chiude denunciando la crisi della poesia".

"Il Gazzettino", 20.04.15

"Un volume di saggi singolare e pregevole questo di Enrico Grandesso, studioso di letterature comparate, oltre che autore di testi teatrali e radiofonici nonché instancabile organizzatore di convegni di studi. Volume in cui l'autore affronta la sfida di un viaggio letterario dal Cinquecento ad oggi a testimonianza di un atteggiamento e di una filiera di interessi coltivati e maturati nell'arco di alcuni decenni". 

Nadia Scappini, "Il Trentino", 29.10.15

 "La genialità di Tonino Guerra ne ha fatto addirittura un museo diffuso, un percorso lungo altrettanti "luoghi dell'anima". Ma ciascuno di noi può trovare il proprio anche semplicemente rimanendosene a casa, seduto in poltrona: gli basta un libro come bussola. Ed è uno di questi "strumenti di navigazione" che viene proposto a chi sia curioso di conoscenza da Enrico Grandesso, padovano, studioso di letteratura comparate, in un saggio edito da Marsilio e suggestivo fin dal titolo...vero e proprio tour letterario che attraversa mezzo millennio, spaziando tra poesia e letteratura, in un percorso che tocca esperienze e proposte diverse, peraltro sostanzialmente accomunate dalla caratteristica di rappresentare, appunto, dei luoghi dell'anima".

Francesco Jori, "Il Mattino di Padova", "La Tribuna di Treviso", "La Nuova Venezia", "Corriere delle Alpi", 13.05.16

   "In una galleria retta sui solidi puntelli di un'esperienza trentennale scandita da corsi, seminari, ricognizioni giornalistiche, e nutrita di scritture performative, dal teatro alla radio, Enrico Grandesso offre un denso esercizio di saggistica, ancorandolo alle basi del comparativismo...uno degli assunti del presente volume consiste proprio nella valorizzazione dell'impianto comparativo in quanto generatore di quelle collisioni che sole possono richiamare sulle opere discusse una frastagliata moltitudine dimensionale e tonale. Un'analisi intenta a insidiare costantemente il punto di vista di chi legge sollecitandolo verso nuove angolazioni".

Claudia Ciardi, recensione apparsa in http://margininversi.blogspot.it l'8 novembre 2016

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